Ci
sono casi in cui queste mie ri-recensioni mi sembrano del tutto inutili e
soprattutto ridondanti, perché la recensione del Saggissimo Goffredo è già di per sé un capolavoro dell'arte della narrazione,
tanto risulta esplicativa, evocativa, efficace. Ormai però mi ci sono buttata,
non mi tiro indietro, e vi beccate anche il mio pensiero su questa meravigliosa
raccolta di racconti del pluripremiato scrittore israeliano. Ovviamente di Amos Oz non avevo letto alcuna opera; avrei
potuto iniziare da qualche suo lavoro precedente, giusto per coglierlo negli
anni migliori poiché scrive dagli anni Sessanta, ma la recensione di Tra amici mi aveva talmente colpito, e il fatto che ci fosse in
biblioteca mi aveva talmente entusiasmato, che in tre giorni mi sono divorata i
suoi racconti. E poi Fofi continua a scrivere, giusto un paio di settimane fa,
che «Oz non è soltanto il miglior scrittore
israeliano di oggi (Yehoshua si è infiacchito, Grossman non li ha mai
raggiunti), è anche uno dei migliori in assoluto nel mondo». E allora bomba!
