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giovedì 12 febbraio 2015

Perché dobbiamo credere abbestia nel progetto di #ioleggoperché

Sono giorni un po' particolari, e il Magico Mondo di Bea si sta scontrando più del solito con l'Orrido Mondo Reale, ma ci stiamo lavorando. Ho iniziato ad abitare una nuova casa in una nuova città, e attendo trepidante Marzo per iniziare il Corso che mi ha portata qui a Roma. Qui nella Tana l'internet ancora non c'era, e la mia sopravvivenza da blogger è stata messa a duro rischio, ma ce l'abbiamo fatta. Sono stata connessa un po' a singhiozzo, questo sì, e l'umore un po' ballerino che mi fa compagnia ad ogni cambiamento ha contribuito a un po' di destabilizzazione generale, ma questi sono dettagli trascurabili. Non cincischiamo e passiamo al sodo! 
In realtà volevo farvi un quadro generale della mia situazione prima di parlarvi di #ioleggoperché, un Grande Progetto di Promozione alla Lettura lanciato il 9 febbraio da AIE, l'Associazione Italiana Editori. Perché quello che segue in realtà sarà un pippone allucinante infarcito di considerazioni esistenziali mica da poco, e quindi niente, io come al solito ho messo le mani avanti, poi non dite che non vi avevo avvisato!


giovedì 11 dicembre 2014

#Piùlibri14 - 4 dicembre: Paolo Nori e Zerocalcare

Sono indietro. Sono estremamente indietro. Ma l'influenza mi ha destabilizzata, ha corrotto il mio corpo, ottenebrato la mia mente. Insomma, non ce stavo a capì una mazza in questi gggiorni (per riprendere il clima romano in cui sono stata immersa la scorsa settimana). Però adesso credo di essere nuovamente in grado di intendere e di volere, perciò ecco a voi il racconto di due incontri meravigliosi a cui ho partecipato giovedì 4 dicembre, primo giorno di Fiera.

Alle 17.00, in Sala Rubino, c'era niente meno che Paolo Nori, che avrebbe letto alcuni brani del suo ultimo romanzo, Siamo buoni se siamo buoni (Marcos y Marcos, 2014). Avevo ascoltato la sua presentazione a Fahrenheit il 9 ottobre, e me ne ero innamorata: sono davvero corsa in libreria ad acquistarlo. Poi ho letto anche questa recensione di Little Miss Book, e ancora la voglia di leggerlo è salita alle stelle. Il mio disagio però non mi permette ancora di farlo, devo finire il Progetto di Lettura...! Ma sarà sicuramente uno dei primi libri che divorerò non appena finito il periodo autistico. In ogni caso, non potevo assolutamente perdermi il reading live fatto dall'autore. 

sabato 29 novembre 2014

In giro per Pisa: i migliori luoghi dove andare in cerca di libri.

Giovedì 27 novembre è apparso su La Repubblica Firenze un interessante articolo di Fulvio Paloscia, che si è interrogato sulle nuove aperture di librerie nel capoluogo toscano. "Diversificarsi nei contenuti e nell'ubicazione è la password per il tempo che verrà, ed è valido sia per le librerie di catena che per quelle indipendenti". Proprio quel giorno avevo deciso di farmi un giretto nell'adorata Pisa, in occasione di un attesissimo incontro di cui vi parlerò presto... Ho colto la palla al balzo, mi sono sbafata un meraviglioso panino de Il Crudo, accompagnato da un bicchiere di vino bianco ghiacciato (per festeggiare delle belle novità che tra un pochino potrete vedere...), e poi me ne sono andata bella bella a zonzo per le vie pisane, con l'obiettivo di raccontare I migliori luoghi di Pisa dove andare in cerca di (bei) libri.

Andando verso Corso Italia, ©TheBuzzingPage


sabato 15 novembre 2014

#Pbf2014 - 9 novembre: l'omaggio a Franco Ferrucci dei librai indipendenti e intervista a Marco Zapparoli

Ed eccoci arrivati all'ultima cronaca del mio Pisa Book Festival: l'omaggio a Franco Ferrucci, libraio (La Gaia Scienza) ed editore (Erasmo edizioni) livornese, tra i fondatori del Premio Montescudaio per i librai indipendenti, scomparso prematuramente nel luglio di quest'anno. In Sala Fermi si ritrovano Monica Bellomini Genovesi, la libraia più amata di Pisa, della libreria Fogola in Corso Italia; Tamara Guazzini, una delle undici libraie della Rinascita di Empoli; Andrea Geloni, della libreria Nina di Pietrasanta; uno scoppiettante Marco Zapparoli, editore di Marcos y Marcos, e Lucia Della Porta, direttrice del Festival, in un appuntamento rinnovabile, un incontro del cuore, legato alle esperienze di undici librerie italiane che sono un esempio concreto di come si fa libreria oggi. Queste storie sono raccontate ne La voce dei libri (Marcos y Marcos, 2014), volume a cura di Matteo Eremo. Qui al Festival ciò che si vuole fare è ricordare Franco Ferrucci, che Zapparoli definisce un nuotatore: una persona che andava avanti, senza dare nell'occhio, ma con la grande capacità di coinvolgere le persone. Ferrucci ha dato una mano, un orecchio, un occhio a mezza Livorno, era un punto di riferimento per tutto ciò che riguardasse il libro. Le librerie infatti non sono soltanto dei luoghi dove stanno i libri; sono soprattutto luoghi dove ci sono persone. In libreria si ha la possibilità di sfogliare il mondo, aprire i libri ed aprirsi alle persone: è un diritto anche quello di chiedere le coccole al libraio. Non è possibile rinunciare a tutto ciò, continua Zapparoli, perché la libreria è l'unico luogo laico dove si possa stare senza comprare assolutamente niente, ma da cui si esce sempre con qualcosa in più. Franco Ferrucci era un maestro nel sostenere gli altri, e i librai de La voce dei libri hanno accolto la sua lezione.

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