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martedì 19 luglio 2016

Kerry Hudson mania: Sete, Tutti gli uomini di mia madre e super intervista!

Ciao bimbi. Ci ho messo ottant'anni prima di scrivere questo post, quindi ora la faccio breve, perché in realtà breve non è. Ma a voi piace così, vero? :D
La situa: c'è minimum fax, e fin qui la cosa è pacifica. Una loro autrice, la scozzese Kerry Hudson, è candidata al Premio Strega Europeo, e quindi sarebbe venuta in Italia per la cerimonia di premiazione e già che c'era a fare un piccolo tour in librerie selezionate. L'intrepido ufficio stampa di minimum decide di sfidare la sorte chiedendomi se volevo intervistare la suddetta scrittrice. Io in pratica le dico solo "bomba", quindi mi arrivano i suoi due romanzi, quindi inizio a farmela sotto, perché nel frattempo lei è arrivata in Italia e viene intervistata da genti serie e professionali, e io già me la vedo fuggire terrorizzata alle mie domande. Decido allora di darmi un tono, e in pausa pranzo stilo delle domande che ciao proprio. Va bene. Visto che il tempo a mia disposizione in questo ultimo periodo non è esattamente molto, riesco a leggermi solo il suo secondo romanzo, Sete [minimum fax e Beat edizioni, 2015. Traduzione di Federica Aceto], che poi è quello candidato allo Strega, quindi dai, a posto. Quindi adesso ve lo racconto un pochino. 


mercoledì 25 maggio 2016

Leggere la Città - #lacittàdeldialogo, Pistoia, 7-10 aprile 2016 - Pt. 2



Sabato 9 aprile


Riprendiamo le mie cronache del meraviglioso Festival pistoiese Leggere la città, perché sabato è stata una giornata densissima di eventi, incontri, importanti cose dette e sognanti riflessioni. 
Ore 12.30
Sala Maggiore Palazzo Comunale 
LA RESPONSABILITÀ DEL PUBBLICO NEI CONFRONTI DELL'ARTE.
INCONTRO CON TOMASO MONTANARI IN DIALOGO CON SAMUELE BERTINELLI
Intanto, l'atmosfera. Il tempo fa le bizze, fuori c'è ancora il mercato settimanale, ma la Sala Maggiore si riempie in un attimo. Io potrei andare già via contenta, nel senso, le genti ci sono! La cittadinanza risponde! Pistoia mi ama! Ok basta. Essimo serie, perché molto seria è stata la conversazione tra Tomaso Montanari e il sindaco Samuele Bertinelli. Intanto applausi per Montanari che esordisce con un "Pistoia è una delle città più belle del mondo", e si capisce immediatamente che non è una sordida captatio benevolentiae nei confronti del pubblico, più che conscio di questo fatto. Si tratta semmai della sponda per parlare di #Pistoia2017, ovvero il capoluogo toscano fino a pochi anni fa più bistrattato (bimbi io e i compagni della Consulta anno scolastico 2005/2006 eravamo presi per il culo anche dai colleghi di Arezzo e Grosseto, fate voi) designato niente meno che Capitale della Cultura per l'anno a venire. Montanari ha sottolineato un fatto molto importante, e cioè che Pistoia non offre né brand né slogan, bensì l'occasione di riflettere collettivamente sul buono che c'è, in modo di dare un senso all'essere Capitale della Cultura. E poi si chiede, e chiede: che cos'è, la Cultura? Tantantan! (Fa molto saggio breve della prova di maturità, ma non tergiversiamo). La Costituzione recita che la Repubblica deve promuovere lo sviluppo della cultura. La carta costituzionale ne propone quindi un'idea dinamica, che passa attraverso la ricerca di qualcosa sempre nuovo. Ad esempio i musei sono l'unico luogo dove venire a contato con la cultura di base, e questo è necessario, poiché le democrazie moderne non possono vivere senza la distribuzione della cultura. Questo è l'unico modo per essere cittadini sovrani, come tra l'altro insegna Luigi Manconi nel suo Corpo e anima [minimum fax, 2016], che verrà presentato nel pomeriggio (e io ovviamente non mancherò!). Quindi l'augurio di Montanari è che Pistoia possa essere capitale della sovranità. Qui si stringe il debole mio cuoricino, e nella testa riparte il mantra "la Bellezza salverà il mondo". Che ci volete fare. Sono una romanticona. 

giovedì 7 aprile 2016

#BookPride2016, o della rinascita - Giorno 1, 1^ parte


Aprile is the cruellest month, breeding          Aprile è il mese più crudele: genera
Lilacs out of the dead land, mixing                      Lillà dalla morta terra, mescola
Memory and desire, stitting                                    Ricordo e desiderio, stimola
Dull roots with spring rain                 Le sopite radici con la pioggia di primavera

Questo è quello che ho sempre pensato del mese di Aprile, non ringraziando mai abbastanza T.S. Eliot per averlo detto così dannatamente bene, e molto prima di me. Aprile era il mese più crudele, dunque, fino a quando non hanno inventato il Book Pride. E se mi permettete, adorati lettori di questo mio picciol blog, voglio raccontarvi la seconda edizione dell'evento milanese. Qui se volete potete trovare il racconto dell'edizione passata, ma a questo giro, con il cambio di location e una Bea molto più Bea, le cose sono andate meglio abbestia :). 





venerdì 4 marzo 2016

Paolo Cognetti, New York Stories: presentazione a L'Amico Ritrovato, Genova.

***AVVERTENZA***
Post luuuuuuungo lungo, ma pieno di tante tante cose interessanti 
(e soprattutto pieno di ammòre!)




Premessa 

In un febbraio molto incasinato, tra malattia, trasloco, lavoro, pioggia, compleanni e Carnevale, ho pensato che fosse giusto aggiungere pure una piccola gita di due ore all'andata e due al ritorno in quel di Genova, scatenando in Madre stupore misto a rassegnazione per avere una figlia fuori di testa. Il motivo di tale incosciente decisione? Semplice: Francesca Marson, la padrona di casa di Nuvole d'Inchiostro (conosciuta per caso al Salone del Libro in un momento non esattamente esaltante della mia esistenza), aveva organizzato per venerdì 26 febbraio un incontro semplicemente imperdibile. Non solo l'adorato Paolo Cognetti avrebbe parlato della sua antologia di racconti New York Stories, ma il suo interlocutore sarebbe stato Mario Capello, e Marco Peano si sarebbe occupato di leggere parti della raccolta. E lo scenario di tutto questo, una piccola libreria indipendente. Potevo io mancare? Potevo io farmi sfuggire l'occasione di incontrare nuovamente questi tre scrittori meravigliosi? Potevo io perdermi un pomeriggio dove si parlava di letteratura americana??? Giammai! E così mi sono messa a bordo della mia Fiestina, e bella bella ho raggiunto Genova e L'Amico Ritrovato, ho riabbracciato Francesca, mi sono goduta la libreria che piano piano si riempiva, ho chiacchierato sorriso curiosato tra gli scaffali accarezzato abbestia Lucky (il fido cane di Cognetti) e poi finalmente mi sono data una calmata, mi sono seduta, e mi sono fatta stregare ancora una volta dalla magia della letteratura. 




mercoledì 20 gennaio 2016

Jennifer Egan, La fortezza

La prima lettura del 2016 (vogliamo parlare un attimo del fatto che è il 2016? Il 2016 nel senso che sono passati vent'anni da quando ne avevo 8, ovvero ero già senziente, in grado di intendere e di volere nonché di leggere? Che vent'anni fa usciva Mulan e dieci anni fa stavo per diventare maggiorenne? Ne vogliamo parlare??? Ok scusatemi) è stata quantomai avvincente e intrigante. Ma questi due aggettivi non sono proprio sufficienti a descrivere La fortezza di Jennifer Egan [minimum fax, 2014, traduzione di Martina Testa]. Il romanzo, che precede Il tempo è un bastardo, con cui la Egan ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2011, è un concentrato di disorientamento ed euforia, di realismo e illusione, di complessità meta-narrativa e di puro piacere di lettura.




venerdì 15 gennaio 2016

Di ritorni e di quattro libri belli

La sensazione è un po' quella del primo post: ritrovarsi una pagina bianca davanti, e dover capire come si fa. Solo che di post alle spalle in realtà ce ne sono, e come si faceva lo stavo imparando sempre di più. Soprattutto, amavo farlo. Non tedierò il mondo dilungandomi sui perché e sui come, limitandomi a dire che dopo tanti, troppi mesi sono riuscita a riaprire le pagine di The Buzzing Page, e a realizzare quanto mi mancassero. Perciò senza altri preamboli, e tornando a bomba al consueto spirito demenziale che ancora - fortunatamente - mi contraddistingue, vi vorrei raccontare i quattro libri con cui ho ricominciato a leggere: a leggere avidamente, con il cuore che sussulta di nuovo, con il formicolio alle braccia per la posizione inevitabilmente scomoda, con le farfalle nello stomaco e le mani impazienti di girare pagina. 



martedì 6 gennaio 2015

Di libri e antibiotici, biscotti e avventure, tristezze e speranze. Buon 2015!

Ok. Ce la posso fare. Avete ragione tutti. Sono una persona orribile. Credetemi, mi sembrano passati tre giorni, non tre settimane (e più) dall'ultima volta che ho scritto. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento della genuflessione sui ceci, però era Natale, e io a Natale faccio i biscotti. 


Poi era Capodanno, e io a Capodanno cucino pesce per quindici anche se siamo sempre in due. Poi ora ho due tonsille che paiono due caverne trapanate dal disagio. E così. Sono allettata per la terza meravigliosa giornata di sole di fila, le cose da fare si accumulano sempre più e già la nostalgia preventiva da fine vacanze mi attanaglia. E così ne approfitto per fare un po' di punti della situazione, liste di cose fatte, cose da fare, bilanci vari, buoni propositi, messaggi alla me stessa di giugno 2015 (sì Giulia lo faccio ancora, non c'è scampo), spolverare qualche cornice, spostare le scatole, mettere via biglietti sbiaditi, dare gli ultimi sguardi alle decorazioni di Natale, provare a ripensare a tutto quello che ho mangiato e fare una stima molto approssimativa del numero dei biscotti che ho sfornato (quest'anno pure vegan e per cani, ragazzi). 

domenica 30 novembre 2014

Paolo Cognetti, A pesca nelle pozze più profonde: presentazione a Tra le Righe, Pisa.

Ed ecco svelato il mistero. L'attesissimo evento di giovedì 27 novembre era la presentazione dell'ultimo libro di Paolo Cognetti, A pesca nelle pozze più profonde [minimum fax, 2014]. 
Facciamo, come al solito, le doverose premesse. Ho conosciuto Cognetti ovviamente grazie a Goffredo Fofi: Sofia si veste sempre di nero [minimum fax, 2012] fa infatti parte del Progetto di Lettura. Acquistato al Pisa Book Festival 2013, acquistato nuovamente per regalarlo alla mia amica Silvia per Natale, finalmente è arrivato il suo turno, e questo mese mi ha accompagnata in ospedale e in giro per il mondo. Un giorno ne pubblicherò la recensione, per ora vi basti sapere che ho letteralmente adorato questo romanzo scritto sotto forma di racconti, e di ciò mi continuavo a stupire ogni volta che cambiavo pagina, impaurita come al solito dalla narrativa italiana contemporanea... e invece no, Sofia è un libro meraviglioso. Immaginate quindi il mio entusiasmo quando ho scoperto che non solo a Pisa, ma pure in una delle mie librerie preferite, Paolo Cognetti avrebbe presentato la sua ultima opera! Ho smaniato per una settimana intera, e alla fine il momento è arrivato. Con la mia amica Erika siamo giunte in libreria con tipo tre quarti d'ora d'anticipo: una groupie che si rispetti deve fare per bene il suo lavoro! E così vi è stata anche l'occasione per vivere un momento della serie "le mirabolanti avventure di Bea": sono stata incaricata di andare a recuperare Cognetti al parcheggio, dove sono corsa festante ed emozionata; lo riconosco addirittura mentre era ancora in macchina: urlo senza troppi complimenti "Paolo!", mi improvviso parcheggiatrice abusiva, ci presentiamo, faccio le feste al suo bellissimissimo cane Lucky (sì lo so dovrebbe essere il contrario, cosa volete farci) e lo scorto finalmente a Tra la Righe, come se con me ci fosse un vecchio amico a cui mostro la città dove ho studiato. Tra un "questa è Lettere!", "ecco il mio Baretto del cuore", "questa è la biblioteca di Storia", "ho fatto la tesi su Faulkner", "che caldo porco che fa". Povero Paolo. Ci credo che vive sei mesi all'anno in una baita in montagna! Chiedo umilmente perdono per il disagio a cui lo ho sottoposto, ma non riesco a contenere l'entusiasmo. 



giovedì 13 novembre 2014

#Pbf2014 - 9 novembre: ancora incontri con gli editori!

Ed eccoci già arrivati all'ultima giornata del Pisa Book Festival. Cerco di scacciare la nostalgia preventiva che sempre mi colpisce prima che le cose finiscano, e mi godo la meravigliosa colazione preparatami da Erika, l’ospite migliore che potevo desiderare per la mia tre giorni di immersione totale. E poi esco, e c’è un sole pazzesco, un sole bello che mi accompagna fino al Palazzo dei Congressi. Saluto l’Arno ed eccomi, sono pronta! Inizia la giostra, tutti su! 



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