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giovedì 12 febbraio 2015

Perché dobbiamo credere abbestia nel progetto di #ioleggoperché

Sono giorni un po' particolari, e il Magico Mondo di Bea si sta scontrando più del solito con l'Orrido Mondo Reale, ma ci stiamo lavorando. Ho iniziato ad abitare una nuova casa in una nuova città, e attendo trepidante Marzo per iniziare il Corso che mi ha portata qui a Roma. Qui nella Tana l'internet ancora non c'era, e la mia sopravvivenza da blogger è stata messa a duro rischio, ma ce l'abbiamo fatta. Sono stata connessa un po' a singhiozzo, questo sì, e l'umore un po' ballerino che mi fa compagnia ad ogni cambiamento ha contribuito a un po' di destabilizzazione generale, ma questi sono dettagli trascurabili. Non cincischiamo e passiamo al sodo! 
In realtà volevo farvi un quadro generale della mia situazione prima di parlarvi di #ioleggoperché, un Grande Progetto di Promozione alla Lettura lanciato il 9 febbraio da AIE, l'Associazione Italiana Editori. Perché quello che segue in realtà sarà un pippone allucinante infarcito di considerazioni esistenziali mica da poco, e quindi niente, io come al solito ho messo le mani avanti, poi non dite che non vi avevo avvisato!


sabato 15 novembre 2014

#Pbf2014 - 9 novembre: l'omaggio a Franco Ferrucci dei librai indipendenti e intervista a Marco Zapparoli

Ed eccoci arrivati all'ultima cronaca del mio Pisa Book Festival: l'omaggio a Franco Ferrucci, libraio (La Gaia Scienza) ed editore (Erasmo edizioni) livornese, tra i fondatori del Premio Montescudaio per i librai indipendenti, scomparso prematuramente nel luglio di quest'anno. In Sala Fermi si ritrovano Monica Bellomini Genovesi, la libraia più amata di Pisa, della libreria Fogola in Corso Italia; Tamara Guazzini, una delle undici libraie della Rinascita di Empoli; Andrea Geloni, della libreria Nina di Pietrasanta; uno scoppiettante Marco Zapparoli, editore di Marcos y Marcos, e Lucia Della Porta, direttrice del Festival, in un appuntamento rinnovabile, un incontro del cuore, legato alle esperienze di undici librerie italiane che sono un esempio concreto di come si fa libreria oggi. Queste storie sono raccontate ne La voce dei libri (Marcos y Marcos, 2014), volume a cura di Matteo Eremo. Qui al Festival ciò che si vuole fare è ricordare Franco Ferrucci, che Zapparoli definisce un nuotatore: una persona che andava avanti, senza dare nell'occhio, ma con la grande capacità di coinvolgere le persone. Ferrucci ha dato una mano, un orecchio, un occhio a mezza Livorno, era un punto di riferimento per tutto ciò che riguardasse il libro. Le librerie infatti non sono soltanto dei luoghi dove stanno i libri; sono soprattutto luoghi dove ci sono persone. In libreria si ha la possibilità di sfogliare il mondo, aprire i libri ed aprirsi alle persone: è un diritto anche quello di chiedere le coccole al libraio. Non è possibile rinunciare a tutto ciò, continua Zapparoli, perché la libreria è l'unico luogo laico dove si possa stare senza comprare assolutamente niente, ma da cui si esce sempre con qualcosa in più. Franco Ferrucci era un maestro nel sostenere gli altri, e i librai de La voce dei libri hanno accolto la sua lezione.

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