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martedì 19 luglio 2016

Kerry Hudson mania: Sete, Tutti gli uomini di mia madre e super intervista!

Ciao bimbi. Ci ho messo ottant'anni prima di scrivere questo post, quindi ora la faccio breve, perché in realtà breve non è. Ma a voi piace così, vero? :D
La situa: c'è minimum fax, e fin qui la cosa è pacifica. Una loro autrice, la scozzese Kerry Hudson, è candidata al Premio Strega Europeo, e quindi sarebbe venuta in Italia per la cerimonia di premiazione e già che c'era a fare un piccolo tour in librerie selezionate. L'intrepido ufficio stampa di minimum decide di sfidare la sorte chiedendomi se volevo intervistare la suddetta scrittrice. Io in pratica le dico solo "bomba", quindi mi arrivano i suoi due romanzi, quindi inizio a farmela sotto, perché nel frattempo lei è arrivata in Italia e viene intervistata da genti serie e professionali, e io già me la vedo fuggire terrorizzata alle mie domande. Decido allora di darmi un tono, e in pausa pranzo stilo delle domande che ciao proprio. Va bene. Visto che il tempo a mia disposizione in questo ultimo periodo non è esattamente molto, riesco a leggermi solo il suo secondo romanzo, Sete [minimum fax e Beat edizioni, 2015. Traduzione di Federica Aceto], che poi è quello candidato allo Strega, quindi dai, a posto. Quindi adesso ve lo racconto un pochino. 


martedì 14 giugno 2016

Alessandro Raveggi, Il grande regno dell'emergenza

* Preambolo bello ma inutile che potete agilmente saltare per andare diretti alla recensione *

Allora. In pratica è andata così: a Torino, al Salone*, sono ovviamente passata allo stand di LiberAria. Giorgia Antonelli già se ne era partita per assolvere ai suoi doveri da insegnante, e così mi sono intrattenuta allegramente con Federica Altero e Claudio Cisternino. Federica era stata incaricata da Giorgia di lasciarmi in omaggio due loro nuove uscite, che io ho accettato con gli occhi che brillavano e già che c'ero mi sono comprata pure un altro loro libro, perché non c'è due senza tre (e scusate ma mi unisco al coro del "non ci sono più le mezze stagioni": insomma, va bene tutto, ma io vorrei mettermi le mie bellissime scarpe nuove aperte e ancora non ho avuto modo visto che diluvia e diluvia e diluvia e allora mi viene da fare l'albero e come si possono vedere gli Europei ai tavolini fuori del pubbino se continua a piovere?!? Ok basta). Dicevo: uno di questi libri era Il grande regno dell'emergenza di Alessandro Raveggi, Federica mi dice che ne sono entusiasti, benissimo, lo metto tra quelli da leggere as soon as is possible. Poi. Mentre ero a Ivrea, alla Grande Invasione**, mi arriva mentre correvo da un evento all'altro un messaggio della mia amica Francesca, di cui leggo solo proposta indecente, poeta fiorentino, Vanni Santoni, letteratura sudamericana, cosa insieme, Mondiali Rebeldi, The Buzzing Page. Chiaramente non ci capisco una beata minchia, ma rispondo di sì così, sulla fiducia. Ebbene, il tutto si amalgama insieme in un super evento che si terrà sabato 18 giugno (vicinissimo) a Pisa, e insomma io, proprio io, presenterò il caro Raveggi (che ho pure conosciuto al Festival degli Scrittori a Firenze) in una magica combo libresca, sia col suo LiberAria che con Panamericana. Scrittori italiani raccontano scrittori sudamericani [laNuovafrontiera, 2016], che era stato presentato al Festival della Letteratura Sociale, sempre a Firenze. Ecco. Tutto torna. Tutto segue un filo e io mi ci aggroviglio un po' perché non sono buona manco a legarmi le scarpe, poi però è tutto talmente ganzo che ci sto di lusso anche un pochino annodata. 

* Fine dell'inutile ma bel preambolo * 


sabato 11 giugno 2016

I Boreali - Milano, 20 aprile 2016: Paolo Nori e Fredrik Sjöberg

Al Book Pride, come sapete, ho tergiversato a lungo davanti agli stand di molti editori amici. Tra questi, Iperborea ha un posto speciale into my heart, vista la mia antica velleità di imparare il danese e di vivere a CPH. Vabbè. Il Grande Nord mi affascina da anni e anni, e i loro libri mi ci portano, e io allora sono contenta. La cara Anna Oppes, esperta commerciale e spavalda organizzatrice di corsi ed eventi in casa Iperborea, si è lasciata sfuggire un candido "ma tu ci vieni ai Boreali, vero?" ... ...I Boreali. Il Festival di Iperborea. Il Festival nordico abbestia di Iperborea. Sponsorizzato da Ikea a Tiger perché loro hanno capito tutto dalla vita. Non ci sono mai stata. Verrò uccisa dal mio portafoglio, dal mio fisico bistrattato, dal mio ragazzo e pure dal genitore uomo, ma insomma. Almeno un giorno ci devo andare! E così, di ritorno da Milano, mi è sembrato giusto prenotare un altro biglietto per Milano. Non prima di aver chiesto consiglio ad Anna Basile, la web manager boreale, sull'evento che proprio non potevo perdermi assolutamente per nulla al mondo. La sua risposta è stata, giustamente, vieni all'inaugurazione, che c'è Sjöberg! Sjöberg. Ma certo, quello che ha scritto L'arte di collezionare mosche! Quel libro tutto strapazzato che aveva Christian Raimo quando venne a fare lezione alla Scuola del Libro, e di cui ci lesse un brano, così, per farci capire di cosa parliamo quando parliamo di scrittori ammodo. Ok, ce l'ho, l'ho preso al Book Pride, bomba, aspettatemi che arrivo bimbi!

Mercoledì 20 aprile ho così di nuovo fatto la valigia, direzione la mia prediletta Milano. C'è un sole pazzesco, ho prenotato un appartamentino sui Navigli, sono raggiante, e me la vivo abbestia con il grido di "life is now". Megan Gale docet. 



mercoledì 25 maggio 2016

Leggere la Città - #lacittàdeldialogo, Pistoia, 7-10 aprile 2016 - Pt. 2



Sabato 9 aprile


Riprendiamo le mie cronache del meraviglioso Festival pistoiese Leggere la città, perché sabato è stata una giornata densissima di eventi, incontri, importanti cose dette e sognanti riflessioni. 
Ore 12.30
Sala Maggiore Palazzo Comunale 
LA RESPONSABILITÀ DEL PUBBLICO NEI CONFRONTI DELL'ARTE.
INCONTRO CON TOMASO MONTANARI IN DIALOGO CON SAMUELE BERTINELLI
Intanto, l'atmosfera. Il tempo fa le bizze, fuori c'è ancora il mercato settimanale, ma la Sala Maggiore si riempie in un attimo. Io potrei andare già via contenta, nel senso, le genti ci sono! La cittadinanza risponde! Pistoia mi ama! Ok basta. Essimo serie, perché molto seria è stata la conversazione tra Tomaso Montanari e il sindaco Samuele Bertinelli. Intanto applausi per Montanari che esordisce con un "Pistoia è una delle città più belle del mondo", e si capisce immediatamente che non è una sordida captatio benevolentiae nei confronti del pubblico, più che conscio di questo fatto. Si tratta semmai della sponda per parlare di #Pistoia2017, ovvero il capoluogo toscano fino a pochi anni fa più bistrattato (bimbi io e i compagni della Consulta anno scolastico 2005/2006 eravamo presi per il culo anche dai colleghi di Arezzo e Grosseto, fate voi) designato niente meno che Capitale della Cultura per l'anno a venire. Montanari ha sottolineato un fatto molto importante, e cioè che Pistoia non offre né brand né slogan, bensì l'occasione di riflettere collettivamente sul buono che c'è, in modo di dare un senso all'essere Capitale della Cultura. E poi si chiede, e chiede: che cos'è, la Cultura? Tantantan! (Fa molto saggio breve della prova di maturità, ma non tergiversiamo). La Costituzione recita che la Repubblica deve promuovere lo sviluppo della cultura. La carta costituzionale ne propone quindi un'idea dinamica, che passa attraverso la ricerca di qualcosa sempre nuovo. Ad esempio i musei sono l'unico luogo dove venire a contato con la cultura di base, e questo è necessario, poiché le democrazie moderne non possono vivere senza la distribuzione della cultura. Questo è l'unico modo per essere cittadini sovrani, come tra l'altro insegna Luigi Manconi nel suo Corpo e anima [minimum fax, 2016], che verrà presentato nel pomeriggio (e io ovviamente non mancherò!). Quindi l'augurio di Montanari è che Pistoia possa essere capitale della sovranità. Qui si stringe il debole mio cuoricino, e nella testa riparte il mantra "la Bellezza salverà il mondo". Che ci volete fare. Sono una romanticona. 

lunedì 23 maggio 2016

Yasmin Incretolli, Mescolo tutto

Il bello di avere un blog personale è poter fare fondamentalmente un po' quel che mi pare. Poi però devo battagliare con il super-io che la fa da padrone, ovvero l'autismo inside of me che male vede la non successione esattamente cronologica dei post, e un alternarsi sensato degli argomenti trattati. Quindi a 'sto giro ho dovuto combattere con me stessa e non poco, perché vi propongo un libro appena finito di leggere (cosa mai successa dalla nascita di The Buzzing Page) e della medesima casa editrice dell'ultimo libro recensito. Il disagio è in me, lo so. Mi sono giustificata con me stessa nel seguente modo: 
No cioè non puoi capire, fottesega se hai altri mmmmmille libri in lista d'attesa, fottesega se recensisci un Tunué dietro l'altro, devi parlare di questo libro, le genti devono sapere, il mondo deve essere preparato alla sua uscita ufficiale il 9 giugno!
E allora va bene. Pronti? 



Ho acquistato Mescolo tutto, ultimo nato della collana di narrativa di Tunué, al Salone del Libro di Torino, davanti all'autrice. Non sapevo che fosse un'anteprima, non sapevo che la ragazza in questione avesse 21 anni e che avesse ottenuto una menzione speciale al Premio Calvino. Bon. Io al ritorno dal Salone, sul trenino per Firenze, ho iniziato a leggere. E il primo commento che ho annotato alla fine della prima pagina è stato "Boia" (perché la finezza sempre prima di tutto). Sulla trama. Molto semplice? Sì, ma nemmeno poi tanto. In tanti grandi romanzi la trama si riduce al nulla, per me riuscire a rendere meravigliosa la storia di una diciannovenne che si taglia e che mi sta molte volte sulle palle è pura bellezza. Io sono pavida. E fiosa, come si dice qui nel regno di Pietro Leopoldo. Insomma, la lettura di Mescolo tutto non è per deboli di cuore, e credetemi, a volte durante la lettura mi sono trovata a chiudere gli occhi impaurita, per poi riaprili immediatamente, perché le immagini di disagio erano troppo vive e crude. Cosa mi ha spinto a non riuscire quasi a chiudere il libro, e leggerne più della metà tutto d'un fiato? Una scrittura pazzesca. Uno stile che boh. Non riesco a ricondurre a niente in circolazione. Talmente vorticoso, secco e mai sentito che ti viene da parlare come Maria, l'autolesionista eroina del romanzo. Scorci di degrado e poesia, sangue e liquido seminale che scorrono, lame affilate, lucidalabbra profumati, alcol a fiumi, nubi di fumo di sigaretta, autobus affollati di umanità, periferie disagio, madri troie, ragazzetti ricchi e vuoti, tanto bisogno di amore. Così contemporaneo, così graffiante, così splendidamente orribile. Yasmin Incretolli è stata in grado di costruire un paesaggio vorticoso all'interno della vita di una bimba sperduta, le ha dato una voce espressionista, iperrealista, voyeuristica. Mescolando dolcezza e paura, sbruffonaggine e debolezza, estremismi adolescenziali e sogni interrotti. Mescolo tutto è un romanzo che dà fastidio, e allo stesso tempo non ti concede tregua. Mi conoscete, temo il romanzo contemporaneo italiano, finché non leggo non credo e sono pronta a pronunciarmi con sprezzanti giudizi se qualcosa non mi va giù. Qui niente. Tutto scorre. Tutti si regge. Tutto puro e disarmante
Radura incolta in sovranità d'un tetro cullare da fronde glabre, erbacce a spuntare dal terreno e lerci indumenti smessi insolentemente appesi a steccoli di cespugli crollati da brinate tele d'aracnide. Sferraglio di formiche sotto suola in calzature impellaccherate. Calpestiamo cartacce, fazzolettini, stronzi umani, preservativi abusati e merendine in decomposizione.  
La Prima parte è la mia preferita, posso dire questo. Ora voi dovete aspettare con pazienza il 9 giugno e poi correre abbestia in libreria a comprare 'sto capolavoro. Date retta!

B. 

domenica 22 maggio 2016

Leggere la Città - #lacittàdeldialogo, Pistoia, 7-10 aprile 2016 - Pt. 1



Da quando mi sono trasferita a Pistoia, non faccio fatica ad ammettere che la mia vita è cambiata. Questo capoluogo toscano fino a poco tempo fa misconosciuto e bistrattato pure dalla sottoscritta che ci è nata, pullula in realtà di eventi, manifestazioni culturali, iniziative, ristoranti, caffè, librerie, piazze meravigliose e scorci mozzafiato. Non per niente è stata designata Capitale Italiana della Cultura per il 2017, ma di questo parlerò più avanti. Dal 7 al 10 aprile Pistoia è diventata #CittàDelDialogo, ospitando la quarta edizione della rassegna promossa e organizzata dal Comune Leggere La Città
"Un totale di 60 ospiti e 40 appuntamenti, tra incontri, lezioni, mostre, passeggiate, concerti, spettacoli e laboratori. Il tutto, come sempre, coinvolgendo tantissimi luoghi della città. Quattro giorni, questi, che faranno di Pistoia la casa del pensiero urbano, per riflettere sul tema del dialogo, come fondamentale strumento per lo sviluppo democratico di una comunità" 
Secondo voi non mi ci sono tuffata di testa abbestia? Ho passato un fine settimana gioioso e festante, ascoltando interventi interessanti, scambi di opinioni, sfogliato libri sotto le logge, stalkerato ai limiti del legale l'Immenso Goffredo, mi sono goduta la primavera e ho fatto foto come se non ci fosse stato un domani. Se vi va, ecco le mie cronache :)

Venerdì 8 aprile 2016 


Ho preso il pomeriggio libero dal lavoro, ho fatto una merenda energizzante ed emozionata come quando da bambina si andava al mare, mi sono recata verso il Palazzo Comunale per l'incontro con uno dei miei miti viventi (Goffredo Fofi, chi altri sennò? L'ispiratore di codesto blog, il faro nel buio della letteratura contemporanea, il portatore sano di critica letteraria fatta a dovere, lo scopritore di nuovi talenti, il nonno di un'intera generazione di scrittori, l'omino col sorriso più dolce che ci sia. Ok basta, abbiate pazienza).  
Ore 17.00
Sale affrescate del Palazzo Comunale 
RITRATTO DI ANGELA ZUCCONI INCONTRO CON GOFFREDO FOFI 
Introduce Francesco Erbani
Nelle meravigliose Sale Affrescate del Palazzo Comunale sta per iniziare la conversazione tra Francesco Erbani e l'Illuminato Goffredo su Angela Zucconi, ovviamente per me una totale sconosciuta. Presto però il caro Goeffry mi donerà la sua saggezza, e verrò arricchita da una storia formidabile che sento di dover condividere con voi parola dopo parola. Se 'un c'avete pazienza, saltate pure all'incontro successivo, ma vi perdete qualcosa (anche perché questo speech contiene un sacco di meravigliosa gente defunta da cui si dovrebbe imparare ancora un monte di cose, diobino)!

sabato 14 maggio 2016

Giorgia Antonelli racconta la sua LiberAria

Vi avevo accennato che i racconti del Book Pride non erano finiti. Nel Magico Mondo di Bea questo post sarebbe dovuto uscire giorni e giorni fa, e avrebbe dovuto essere corredato dalla recensione del libro che ho gentilmente ricevuto in omaggio. Nell'Orrido Mondo Reale continuo a chiedermi come facciano le blogger serie a leggere ottocento miliardi di libri e scrivere altrettanti post. Io bimbi al momento non ce la posso fare, ve lo dico col cuore in mano, mi garba un monte tenere il blog leggere e scrivere, ma a livello di tempistica lascio molto a desiderare. Amatemi lo stesso.

Detto questo, vi posso almeno finalmente parlare di LiberAria, una realtà editoriale che vi stupirà e non poco. Così se in questi giorni siete al Salone del Libro (dove io me ne sto andando or ora), avrete un altro stand da visitare abbestia! Vi confesso una cosa: l'anno scorso, non mi ricordo in che periodo perché diciamo è tutto un po' confuso, avevo stalkerato questa casa editrice, e scoperto che la ragazza che l'ha fondata, Giorgia Antonelli, aveva frequentato i corsi minimum fax che ho seguito anch'io! Mi ero parecchio incuriosita, poi sono diventata Tristezza di Inside Out e fine dello stalking. Al Book Pride non me la sono fatta scappare, ho conosciuto Giorgia dal vivo a Libri Verso davanti a un buon bicchiere di vino, e il giorno dopo, a un orario improbabile e insieme a un goloso pezzo di torta, l'ho finalmente intervistata. 
Ecco cosa mi ha raccontato!

Giorgia ha sempre avuto un amore viscerale per i libri: "per me i libri sono sempre stati sinonimo di vita". Per questo il suo percorso di vita e di studi ha sempre seguito la strada che la portasse a stare a contatto con gli adorati volumi: i libri sarebbero dovuti diventare il suo lavoro!, con il presupposto che un lavoro solo se fatto con passione si fa bene (e io sono ovviamente molto d'accordo). La nostra eroina aveva finito il dottorato, e ha trovato in un bando della Regione Puglia (Principi Attivi Start Up) l'occasione per cominciare a concretizzare il suo sogno. La sua idea è stata immediatamente quella di creare una casa editrice, ma di farla prevalentemente on-line, con varie innovazioni sui temi del diritto d'autore e del copy-left. Dopo un anno assurdo il progetto si deve concludere, un anno amatoriale, certo, ma a lei piaceva, non riusciva a farne a meno. Così, prima di chiudere i battenti, ha ben pensato di andare a sbirciare come si fa l'editoria; così ha partecipato ai corsi di minimum fax (adesso Scuola del Libro). A quel punto, e la capisco davvero ma davvero bene, si è in realtà sempre più gasata e ha detto "vabbè, io la apro questa casa editrice!" Ha mantenuto il nome (LiberAria) perché le sembrava di buon auspicio (e lì vedi la Bea cascare dal pero: ah oddio perché cioè tipo l'aria corrisponde all'etere perché era tutto on-line... grazie a tutti). Insomma Giorgia è una coi piedi ben piantati per terra, consapevole delle difficoltà della crisi del disagio, ma anche con la testa per aria, altrettanto consapevole che se hai una passione non la puoi fermare. A quel punto era necessario riprendere la credibilità di LiberAria, come in una sorta di romanzo di formazione (love), con l'aiuto di tanti co-protagonisti: Alessandra, vecchia amica vecchia socia; Mattia, che si occupava della collana di straniera; Caterina, l'ufficio stampa. Adesso tutti loro non ci sono più dal momento che lavoravano a distanza, e Giorgia aveva bisogno di gente lì, laggiù, fisicamente in Puglia!


Da novembre 2011, data di fondazione della casa editrice, la prima uscita c'è stata a maggio 2013. All'inizio le collane erano tre, ora sono quattro, presto diventeranno cinque:
5) C'era due volte, un chiaro omaggio a Gianni Rodari. Sarà una collana rivolta ai ragazzi, ma anche agli adulti. Giorgia è sempre stata un'amante di quegli scrittori che hanno messo al servizio della letteratura la meraviglia e la fantasia. 
4) Penne, le penne con cui scrivere, e le penne del pavone. Giorgia ha sentito quest'estate, per la prima volta, il verso del pavone, che è "una cosa agghiacciante!". Il pavone è infatti animale sacro del Montenegro, dove si trovava in vacanza; ed è un animale presente in Carver, in Cattedrale, e in Flannery O'Connor. Penne sarà la collana più sperimentale, con ad esempio i racconti di Alessandro Raveggi, e i romanzi di due donne esordienti. 
3) Filias Fog è la collana di narrativa straniera, e contiene fra gli altri  uno scrittore della longlist del Menbooker Prize. 
2) Metronomi, si occupano di saggistica contemporanea misurando "il ritmo della vita quotidiana". XL contemporanea intercetta le dipendenze/passioni delle genti, mentre tra poco vedrà la vita XL Saggi, meno pop, con dei saggi su Giovanni Pascoli. L'idea è nata grazie a un convegno a Tor Vergata, i cui interventi sono diventati brevi saggi, ciascuno su un aspetto di Pascoli, che viene riabilitato come poeta e prosatore eccezionale.

1) Meduse, narrativa italiana (di cui vorrò leggere tantissimo L'età definitiva di Giuseppe Schillaci, tra gli altri!).    
Una prossima uscita a cui Giorgia tiene moltissimo è Il Matrimonio di Chani Kaufman di Eve Harris, la cui introduzione è nientemeno che di Nadia Terranova (cuori!), un romanzo corale che racconta della comunità ortodossa di Londra. Già mi piace, io lo so.


Ed è appena uscito La Squola di Marilù Oliva, e io domani andrò a sentirne la presentazione al SalTo, evviva! 
Molto bene. Io intanto continuo il mio viaggio verso Torino, non vedo l'ora di riabbracciare Giorgia e soprattutto di potervi raccontare Il rifugio della puttane di Katy Darby, perché mi sta garbando assai!

Ci si sente presto bimbi :D!
B. 



martedì 3 maggio 2016

Luciano Funetta, Dalle rovine

Oooohm. Serve una buona dose di zen, o dell'arte di scrivere una recensione, per avventurarmi nei meandri di un romanzo che non ho paura di presentarvi come uno dei più belli che io abbia mai letto. Ecco, l'ho detto! Dalle rovine di Luciano Funetta [Tunué, 2015] è il romanzo d'esordio di un ragazzo classe '86 con origini pugliesi ma residente a Roma, dove lavora in una libreria. Tu lettore apri il suo libro, questo libro che fa parte della collana della casa editrice indipendente Tunué, fino a un paio di anni fa votata solo alle graphic novel e che adesso vanta una collana di narrativa italiana semplicemente sorprendente curata da Vanni Santoni, e ciao proprio, dici addio mondo, addio bimbi, e ti immagini la tua dolce metà, tua madre o il tuo datore di lavoro che provano a strapparti il libro di mano, e tu lo tieni strettissimo a te e non lo molli, perché davvero non ce la puoi fare. Ora. Dalle rovine ha una rassegna stampa di tipo più di 60 recensioni, ne ha parlato anche Irma (ir maiale, per chi non è toscano), ed è nella dozzina del Premio Strega, indi per cui non sarò certo io a dare una svolta epocale alla classifica con questo mio stolto sproloquiare, ma insomma, miei adorati lettori, io vi voglio dire quanto sia bello abbestia bao questo dannato romanzo!!!



Siamo a Fortezza: città immaginaria che non so se si collochi in Italia o in Sud America. Penso da entrambe le parti. 
A quell'ora Fortezza iniziava a rintanarsi in se stessa. I portoni inghiottivano le sagome di quelli che tornavano a casa e le finestre si illuminavano per poi tornare buie nel giro di pochi secondi, come se la permanenza di quelle persone nei loro appartamenti fosse limitata a un brevissimo arco di tempo in seguito al quale c'era solo il nulla. Mescolati al rumore del traffico si sentivano i tonfi delle risse, i canti straziati delle sirene, le musichette dondolanti che fuoriuscivano dalla radio e dagli impianti stereo dei bar. In lontananza, in cima a una torre annerita, una campana batteva i suoi rintocchi. 
(no cioè capito???) C'è quest'uomo, grosso, te lo vedi, di cui sappiamo solo il cognome, e delle presenze misteriose dietro di lui (siamo noi lettori? Sono i suoi fantasmi? Sono persone in carne ed ossa? Mah). Siamo in periferia, Rivera abita da solo e colleziona serpenti, ma non è che li colleziona e basta, li alleva, li cura, li ama. Per loro ha rinunciato a moglie e figlio, ora spariti chissà dove. Una sera gli prende il ruzzo, preleva una velenosa creatura dalle teche, se la lascia scivolare sul suo corpaccione e si fa masturbare, godendo e non poco. Così pensa, sai che, io lo rifaccio e mi riprendo con la telecamera. E così porta il suo video amatoriale al proprietario dell'ultimo cinema a luci rosse sopravvissuto in città. Questo tipo ci diventa scemo, e mette in contatto il nostro protagonista con uno dei più grandi registi di cinema erotico, Jack Birmania. Da qui io non vi dico più nulla. Non posso. Perché non voglio rovinarvi il disagio e l'angoscia e la bellezza e la decadenza e il soffocare e l'appiccicume e l'eccitazione e l'orrore che si provano leggendo questo libro. Un romanzo che sembra venuto da chissà dove, dalle rovine forse, sì, le rovine della letteratura italiana che pian piano sta porca miseria risorgendo, uscendo dal marciume del sepolcro dove si era nascosta, e mostrandosi in tutta la sua magnificenza con opere come questa di Funetta. Io boh. Pagina dopo pagina ero sempre più allibita. Una struttura perfetta, mai un cedimento, mai un momento in cui ho pensato che fastidio, mai un'esitazione, mai un senso di repulsione. Chiudi il libro, ti senti provato, sudato anche se non lo sei, perché ti è rimasta addosso l'umidità di Fortezza, ti fanno male gli occhi perché si erano abituati al buio dell'intricato giardino di Birmania, le mani ti tremano perché tenevano in mano il manoscritto di Tapia. Consigliarvi di leggerlo mi sembra a questo punto superfluo. Fatelo perdavvero bimbi, non ve ne pentirete.

***

COMUNICAZIONI DI SERVIZIO

  • Siccome l'ho organizzata io, vi posso dare una super anteprima, così voi ve lo segnate già sull'agenda e non avrete scuse: il 5 giugno, a Pistoia, alla Libreria del Globo, Luciano Funetta presenterà Dalle rovine con Francesca Matteoni, altra perla nella scuderia Tunué. Io ve l'ho, poi fate voi! Vivvubbì :). 
  • E poi altra cosa super importante: con questo post inauguro la mia collaborazione con GoodBook.it, una piattaforma ganzerrima dove potete acquistare libri e poi andarli a ritirare nella vostra libreria di fiducia. Quindi qui potete trovare il link per portarvi a casa l'adorato libro recensito, non è una cosa bella abbestia? Evviva!
B. 

martedì 26 aprile 2016

Fabio Genovesi, Chi manda le onde

Ogni tanto io ho bisogno di libri come questo. Romanzi con tante pagine, tanti personaggi, tante storie che si intrecciano e che nel giro di pochi capitoli ti catapultano in un mondo che esiste e non esiste allo stesso tempo. Chi manda le onde di Fabio Genovesi [Mondadori, 2015], oltre ad aver vinto la seconda edizione del Premio Strega Giovani, si è anche conquistato un posto speciale nello spazio del mio cuore riservato ai libri. Un lavoro di scrittura durato quattro anni, e ci credo che in tanti hanno giudicato il finale di questa storia un po' frettoloso (cosa su cui in effetti concordo): è come se Genovesi avesse premura di portare al "vissero felici e contenti" Luna, Serena, Sandro, Zot, Ferro, Rambo e Marino (e poi a me il "mese o anno dopo" garba sempre, eccezion fatta per Harry Potter!). Dopo avergliene fatte passare di ogni, dopo un inizio in cui ho pensato, da neofita dell'autore, no bene scrive bene, ma so già dove andrà a parare. E per una cosa è stato così in effetti, ma si tratta di quella prevedibilità necessaria per poi invece muoversi nel mare (è proprio il caso di dirlo) del meraviglioso e dell'ignoto
Siamo in Versilia, a Forte dei Marmi, fuori stagione. Da qualche anno ho la fortuna di frequentare Viareggio (che, come mi hanno insegnato, NON è in Versilia, ma insomma via siamo lì, non me ne vogliano!), sia d'estate che d'inverno, quando la spiaggia sembra infinita per l'assenza di ombrelloni e sdraio, quando in Passeggiata non vedi nessuno manco per sbaglio, quando il vento ti riporta l'odore del mare che si mischia al freddo umido e pungente. E insomma ecco, per dire che l'ambientazione mi era familiare abbestia, il che ha contribuito ancora di più a perdermi tra le pagine del romanzo. 




domenica 17 aprile 2016

#BookPride2016, o della rinascita - Giorno 2

Dopo una bella dormita, mi sveglio sorprendentemente alle 7.30, senza nausea né mal di testa, senza l'aiuto della sveglia. Decido perciò di concedermi ancora un'oretta di sonno, durante la quale mi scrive la mia amica Corinna per dirmi che da Verbania sarebbe venuta a Milano per viversi con me il Book Pride... perfetto, evviva! Ancora cinque minuti e poi mi alzo. Sì. Le ultime parole famose. Mi chiama Cori alle 10.30 dicendomi che il suo treno aveva ritardato mezz'ora, e se fossi già in fiera... come no! ...ooooops! Le indico la strada di Pavé, mi preparo alla velocità della luce e vado incontro alla mia amica (e a una super colazione)!

E così ha inizio il secondo giorno di Book Pride, l'aria è mite, le facce ancor più sorridenti, e io sono carica abbestia. Mi perdo purtroppo la presentazione del Silenzio del lottatore di Rossella Milone [minimum fax, 2015], la sua raccolta di racconti è lì sullo scaffale dei libri da leggere ad aspettarmi. Decidiamo così di fare un bel giretto tra gli stand, e nell'ordine andiamo da NN, 66thand2nd e add. 

venerdì 8 aprile 2016

#BookPride2016, o della rinascita - Giorno 1, 2^ parte

Pausa, dicevamo: con la Fede ci dirigiamo un attimo provate verso il baretto, che in realtà è un bar proprio figo, con i prodotti del Panificio Davide Longoni. Oltre al doveroso caffè, io mi prendo anche un pezzo di pizza bianca (nel senso comune e non romano di pizza bianca!), e mi sento riavere. Osserviamo deliziate la fauna di Brook Pride, rendendoci conto che c'è davvero un monte di gente e siamo felici, ma soprattutto prontissime per il prossimo appuntamento. 




ILARIA GASPARI, ETICA DELL'ACQUARIO [VOLAND, 2015]
ore 19.00 
Sala Mompracen

Intervengono: l'autrice e Chiara Bardelli Nonino

Gaia è bella, egocentrica e infelice. Un giorno di novembre torna nella città in cui ha studiato, dopo un'assenza di dieci anni. A Pisa niente sembra cambiato, invece è cambiato tutto. Gaia ritrova gli amici di una volta e il suo amore dei tempi dell'università; ma a dividerli ci sono, ora, gli anni passati lontani e la morte di una compagna di studi, Virginia, avvenuta in circostanza oscure. L'inchiesta sul misterioso suicidio si snoda fra le vie della città e i collegi della Scuola Normale, fra ricordi sepolti e ossessioni che vengono alla luce.   

ILARIA GASPARI è nata a Milano nel 1986 e si è diplomata in Filosofia alla Scuola Normale di Pisa. Attualmente vive e lavora a Parigi, dove sta scrivendo una tesi di dottorato. Etica dell'acquario è il suo primo romanzo.

























Ovviamente non potevo mancare a questa presentazione: tenevo sott'occhio questo libro da quando è uscito, un noir ambientato aPPisa, maddavvero? E poi Ilaria l'ho proprio già vista, e quando (con il supporto morale di Viola, ufficio-stampa di Voland) vado a chiederle di firmare la mia copia del libro, anche lei dice che non sono una faccia nuova... deh, ci si sarà viste da Fabri! Momento nostalgia portami via. Comunque. 

giovedì 7 aprile 2016

#BookPride2016, o della rinascita - Giorno 1, 1^ parte


Aprile is the cruellest month, breeding          Aprile è il mese più crudele: genera
Lilacs out of the dead land, mixing                      Lillà dalla morta terra, mescola
Memory and desire, stitting                                    Ricordo e desiderio, stimola
Dull roots with spring rain                 Le sopite radici con la pioggia di primavera

Questo è quello che ho sempre pensato del mese di Aprile, non ringraziando mai abbastanza T.S. Eliot per averlo detto così dannatamente bene, e molto prima di me. Aprile era il mese più crudele, dunque, fino a quando non hanno inventato il Book Pride. E se mi permettete, adorati lettori di questo mio picciol blog, voglio raccontarvi la seconda edizione dell'evento milanese. Qui se volete potete trovare il racconto dell'edizione passata, ma a questo giro, con il cambio di location e una Bea molto più Bea, le cose sono andate meglio abbestia :). 





venerdì 4 marzo 2016

Paolo Cognetti, New York Stories: presentazione a L'Amico Ritrovato, Genova.

***AVVERTENZA***
Post luuuuuuungo lungo, ma pieno di tante tante cose interessanti 
(e soprattutto pieno di ammòre!)




Premessa 

In un febbraio molto incasinato, tra malattia, trasloco, lavoro, pioggia, compleanni e Carnevale, ho pensato che fosse giusto aggiungere pure una piccola gita di due ore all'andata e due al ritorno in quel di Genova, scatenando in Madre stupore misto a rassegnazione per avere una figlia fuori di testa. Il motivo di tale incosciente decisione? Semplice: Francesca Marson, la padrona di casa di Nuvole d'Inchiostro (conosciuta per caso al Salone del Libro in un momento non esattamente esaltante della mia esistenza), aveva organizzato per venerdì 26 febbraio un incontro semplicemente imperdibile. Non solo l'adorato Paolo Cognetti avrebbe parlato della sua antologia di racconti New York Stories, ma il suo interlocutore sarebbe stato Mario Capello, e Marco Peano si sarebbe occupato di leggere parti della raccolta. E lo scenario di tutto questo, una piccola libreria indipendente. Potevo io mancare? Potevo io farmi sfuggire l'occasione di incontrare nuovamente questi tre scrittori meravigliosi? Potevo io perdermi un pomeriggio dove si parlava di letteratura americana??? Giammai! E così mi sono messa a bordo della mia Fiestina, e bella bella ho raggiunto Genova e L'Amico Ritrovato, ho riabbracciato Francesca, mi sono goduta la libreria che piano piano si riempiva, ho chiacchierato sorriso curiosato tra gli scaffali accarezzato abbestia Lucky (il fido cane di Cognetti) e poi finalmente mi sono data una calmata, mi sono seduta, e mi sono fatta stregare ancora una volta dalla magia della letteratura. 




mercoledì 8 aprile 2015

Fieramente indipendenti: il Book Pride di Milano

La scorsa settimana era primavera. Poi chiaramente c'è stato il fine settimana di Pasqua, e il freddo e il gelo sono tornati a flagellare le genti e le gite fuori porta. Io ne ho approfittato per un po' di letargo tardivo, per meditare sul senso dell'esistenza e per accumulare riserve di grasso per la bella stagione (ah dovrebbe essere il contrario? Fa niente). In tutto questo, non scrivo da un mese e mezzo. Aiuto. 



martedì 24 febbraio 2015

Laura Barile e Antonio Prete alla Libreria Todo Modo, Firenze

Un giorno, pazienti lettori, smetterò di raccontarvi cose o parlarvi di libri che risalgono all'era pleistocenica, ma finché non entrerò davvero nell'età adulta, conseguendo una maturità e una presenza di spirito da fare invidia, dovrete accontentarvi di sentirmi blaterare su eventi accaduti quando ancora avevamo Napolitano come Presidente della Repubblica. E niente. 
Oggi voglio allietare questo martedì di disagio (vivo malissimo il passaggio d'età, abbiate pazienza) con la cronaca dell'incontro avvenuto niente meno che il 9 dicembre 2014 alla Libreria Todo Modo di Firenze, dove Laura Barile e Antonio Prete hanno presentato il volume che raccoglie le lettere tra Giacomo e Paolina Leopardi, uscito per nottetempo, dal titolo Il mondo non è bello se non veduto da lontano



giovedì 12 febbraio 2015

Perché dobbiamo credere abbestia nel progetto di #ioleggoperché

Sono giorni un po' particolari, e il Magico Mondo di Bea si sta scontrando più del solito con l'Orrido Mondo Reale, ma ci stiamo lavorando. Ho iniziato ad abitare una nuova casa in una nuova città, e attendo trepidante Marzo per iniziare il Corso che mi ha portata qui a Roma. Qui nella Tana l'internet ancora non c'era, e la mia sopravvivenza da blogger è stata messa a duro rischio, ma ce l'abbiamo fatta. Sono stata connessa un po' a singhiozzo, questo sì, e l'umore un po' ballerino che mi fa compagnia ad ogni cambiamento ha contribuito a un po' di destabilizzazione generale, ma questi sono dettagli trascurabili. Non cincischiamo e passiamo al sodo! 
In realtà volevo farvi un quadro generale della mia situazione prima di parlarvi di #ioleggoperché, un Grande Progetto di Promozione alla Lettura lanciato il 9 febbraio da AIE, l'Associazione Italiana Editori. Perché quello che segue in realtà sarà un pippone allucinante infarcito di considerazioni esistenziali mica da poco, e quindi niente, io come al solito ho messo le mani avanti, poi non dite che non vi avevo avvisato!


mercoledì 28 gennaio 2015

Cose belle, bellissime: la Biblioteca dell'Ipercoop!

Come ormai avrete capito, il disagio profondo è in me, e uno dei tasselli che lo costituiscono è il mio amore viscerale per l'Ipercoop di Montecatini. Ebbene sì. Quando il vecchio, piccolo, rassicurante e tanto anni Novanta Centro Commerciale di Via Biscolla è stato ampliato e rinnovato, il mio piccolo e debole cuoricino ci ha messo un bel po' di tempo per elaborare il lutto e il cambiamento, ma alla fine sono riuscita ad affezionarmici di nuovo. E a farlo diventare niente meno che uno dei miei (pochi, ahimè) luoghi del cuore della Valdinievole, meglio conosciuta come La Conca Natia o La Conca della Morte. Non ho mai avuto un bel rapporto con la Valle che mi ha dato i natali, le miei origini sono altre, qui non ho parenti e le genti sono un po' difficili da digerire, ma tutto sommato, alla fine, qui sto e qui sono sempre tornata. L'Ipercoop è un po' la vera piazza del grande paesone che è la Valdinievole: all'Ipercoop incontri sempre qualcuno che conosci, i vecchini sostano al barre, i perdigiorno fanno su e in giù per il lungo corridoio, c'è la fila alla posta, c'è il ferramenta, c'è il parrucchiere. In realtà ho sempre avuto un rapporto molto conflittuale con questo tipo di mondo, le luci al neon mi infastidiscono, stare ore senza vedere la luce del sole anche, i periodi di maggiore affluenza mi fanno venire l'ansia, ma c'è da dire che è abbestia comodo avere a disposizione tutto ciò che ti serve, e insomma vabbè, discorsi lunghi con cui non voglio tediarvi. Però ecco, se questa è la direzione che il mondo deve prendere, che sia almeno la più umana possibile. E da un po' di tempo avevo adocchiato una bella novità, ma non avevo ancora avuto modo di approfondirla, fino ad oggi pomeriggio. Dopo una soddisfacente spesa pro-trasloco, mi sono diretta trionfante verso... la biblioteca.




giovedì 22 gennaio 2015

#Piùlibri14 - Il Maggio dei Libri e Il Ruggito del Libraio

Mi rimane soltanto un post da dedicare a Più Libri Più Liberi 2014, la grande fiera del libro che si è tenuta a Roma dal 4 all’8 dicembre scorso. Sono un po’ fuori tempo massimo, lo so, ma che ci vogliamo fare J.

Ci tengo, però, a raccontarvi di due vere e proprie feste per il libro.  

I ritratti di Pietro Puccio
Il primissimo incontro cui ho partecipato il 4 dicembre è stato quello della presentazione del premio Il Maggio deiLibri a cura del Centro per il Libro e la Lettura, una grande festa in cui Romano Montroni (ve lo ricordate? Ne avevo parlato qui) e Oliviero Ponte di Pino hanno presentato e premiato le realtà che hanno partecipato alla grande iniziativa di promozione alla lettura.

mercoledì 14 gennaio 2015

#Piùlibri14 - 5 dicembre: Percorsi letterari tra Europa e America Latina e Omaggio a Julio Ramón Ribeyro

Come credo si sia notato anche dalla lista dei libri letti nel 2014, negli ultimi mesi mi sono molto appassionata alla Letteratura del Sud America. In realtà è praticamente da sempre che sento il richiamo del continente sudamericano. Un percorso iniziato da bambina con la curiosità verso Maya, Incas ed Atzechi e con le mie interminabili ricerche sulla Foresta Pluviale. Conoscevo nel dettaglio tutti gli strati della vegetazione amazzonica, e ho iniziato a soffrire prestissimo per la deforestazione (un'infanzia difficile, la mia). Nel periodo "ardore adolescenziale" ho ovviamente cavalcato l'onda di Che Guevara ed Intillimani, Salvador Allende, Le vene aperte dell'America Latina, il Subcomandante Marcos. Sono passata poi ad una voglia sempre più grande di approfondire la colonizzazione europea (grande avvenimento della mia piccola vita "intellettuale" la lettura de La conquista dell’America di Tvetan Todorov), fino ad arrivare finalmente alla Letteratura, prima con Sepúlveda, poi Márquez, poi con Isabel Allende, da qualche anno con Cortázar (grazie a Lisa che mi ha regalato Rayuela) e il Rulfo di Pedro Paramo (grazie a Stefano Brugnolo). 




martedì 6 gennaio 2015

Di libri e antibiotici, biscotti e avventure, tristezze e speranze. Buon 2015!

Ok. Ce la posso fare. Avete ragione tutti. Sono una persona orribile. Credetemi, mi sembrano passati tre giorni, non tre settimane (e più) dall'ultima volta che ho scritto. Sapevo che prima o poi sarebbe arrivato il momento della genuflessione sui ceci, però era Natale, e io a Natale faccio i biscotti


Poi era Capodanno, e io a Capodanno cucino pesce per quindici anche se siamo sempre in due. Poi ora ho due tonsille che paiono due caverne trapanate dal disagio. E così. Sono allettata per la terza meravigliosa giornata di sole di fila, le cose da fare si accumulano sempre più e già la nostalgia preventiva da fine vacanze mi attanaglia. E così ne approfitto per fare un po' di punti della situazione, liste di cose fatte, cose da fare, bilanci vari, buoni propositi, messaggi alla me stessa di giugno 2015 (sì Giulia lo faccio ancora, non c'è scampo), spolverare qualche cornice, spostare le scatole, mettere via biglietti sbiaditi, dare gli ultimi sguardi alle decorazioni di Natale, provare a ripensare a tutto quello che ho mangiato e fare una stima molto approssimativa del numero dei biscotti che ho sfornato (quest'anno pure vegan e per cani, ragazzi). 

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