La prima lettura del 2016 (vogliamo parlare un attimo del fatto che è il 2016? Il 2016 nel senso che sono passati vent'anni da quando ne avevo 8, ovvero ero già senziente, in grado di intendere e di volere nonché di leggere? Che vent'anni fa usciva Mulan e dieci anni fa stavo per diventare maggiorenne? Ne vogliamo parlare??? Ok scusatemi) è stata quantomai avvincente e intrigante. Ma questi due aggettivi non sono proprio sufficienti a descrivere La fortezza di Jennifer Egan [minimum fax, 2014, traduzione di Martina Testa]. Il romanzo, che precede Il tempo è un bastardo, con cui la Egan ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2011, è un concentrato di disorientamento ed euforia, di realismo e illusione, di complessità meta-narrativa e di puro piacere di lettura.
mercoledì 20 gennaio 2016
venerdì 15 gennaio 2016
Di ritorni e di quattro libri belli
La sensazione è un po' quella del primo post: ritrovarsi una pagina bianca davanti, e dover capire come si fa. Solo che di post alle spalle in realtà ce ne sono, e come si faceva lo stavo imparando sempre di più. Soprattutto, amavo farlo. Non tedierò il mondo dilungandomi sui perché e sui come, limitandomi a dire che dopo tanti, troppi mesi sono riuscita a riaprire le pagine di The Buzzing Page, e a realizzare quanto mi mancassero. Perciò senza altri preamboli, e tornando a bomba al consueto spirito demenziale che ancora - fortunatamente - mi contraddistingue, vi vorrei raccontare i quattro libri con cui ho ricominciato a leggere: a leggere avidamente, con il cuore che sussulta di nuovo, con il formicolio alle braccia per la posizione inevitabilmente scomoda, con le farfalle nello stomaco e le mani impazienti di girare pagina.
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mercoledì 8 aprile 2015
Fieramente indipendenti: il Book Pride di Milano
La scorsa settimana era primavera. Poi chiaramente c'è stato il fine settimana di Pasqua, e il freddo e il gelo sono tornati a flagellare le genti e le gite fuori porta. Io ne ho approfittato per un po' di letargo tardivo, per meditare sul senso dell'esistenza e per accumulare riserve di grasso per la bella stagione (ah dovrebbe essere il contrario? Fa niente). In tutto questo, non scrivo da un mese e mezzo. Aiuto.
martedì 24 febbraio 2015
Laura Barile e Antonio Prete alla Libreria Todo Modo, Firenze
Un giorno, pazienti lettori, smetterò di raccontarvi cose o parlarvi di libri che risalgono all'era pleistocenica, ma finché non entrerò davvero nell'età adulta, conseguendo una maturità e una presenza di spirito da fare invidia, dovrete accontentarvi di sentirmi blaterare su eventi accaduti quando ancora avevamo Napolitano come Presidente della Repubblica. E niente.
Oggi voglio allietare questo martedì di disagio (vivo malissimo il passaggio d'età, abbiate pazienza) con la cronaca dell'incontro avvenuto niente meno che il 9 dicembre 2014 alla Libreria Todo Modo di Firenze, dove Laura Barile e Antonio Prete hanno presentato il volume che raccoglie le lettere tra Giacomo e Paolina Leopardi, uscito per nottetempo, dal titolo Il mondo non è bello se non veduto da lontano.
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venerdì 20 febbraio 2015
11. Christopher Isherwood, Un uomo solo
Quando ho letto la recensione di Fofi, lo dico in tutta onestà anche perché ieri il Mondo Cina ha festeggiato l'Anno della Capra, il buon Christopher Isherwood era per la sottoscritta un emerito sconosciuto. Mi interrogo spesso su queste mancanze, e le vivo pure un po' male. Certo, avrò letto da qualche parte il suo nome, ma non lo avevo mai incontrato nelle mie letture né tanto meno nei miei studi, cosa reputo a dir poco riprovevole. Così invece de La violetta del Prater dall'Immenso Goffredo recensita, ho voluto leggere quello che viene considerato il capolavoro di questo scrittore inglese, ovvero Un uomo solo, pubblicato da Adelphi. I miei spavaldi criceti nel cervello si sono allora messi in moto, e ho ricollegato il titolo al film di Tom Ford A single man, con quel gran pezzo di gnocco di Colin Firth, basato proprio sul romanzo di Isherwood. Film che ancora non ho visto, nonostante me lo fossi ripromessa più di un anno fa. Complimentoni. Dopo questo preambolo sullo stile mi pento e mi dolgo dei miei peccati, ne approfitto per conferire a questa recensione un tono più serio del solito, perché ho amato tantissimo Un uomo solo, e in maniera del tutto arbitraria mi sento di inserirlo nel filone dei romanzi dello stream of consciousness, che è il mio cavallo di battaglia. Rullo di tamburi, si comincia!
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giovedì 12 febbraio 2015
Perché dobbiamo credere abbestia nel progetto di #ioleggoperché
Sono giorni un po' particolari, e il Magico Mondo di Bea si sta scontrando più del solito con l'Orrido Mondo Reale, ma ci stiamo lavorando. Ho iniziato ad abitare una nuova casa in una nuova città, e attendo trepidante Marzo per iniziare il Corso che mi ha portata qui a Roma. Qui nella Tana l'internet ancora non c'era, e la mia sopravvivenza da blogger è stata messa a duro rischio, ma ce l'abbiamo fatta. Sono stata connessa un po' a singhiozzo, questo sì, e l'umore un po' ballerino che mi fa compagnia ad ogni cambiamento ha contribuito a un po' di destabilizzazione generale, ma questi sono dettagli trascurabili. Non cincischiamo e passiamo al sodo!
In realtà volevo farvi un quadro generale della mia situazione prima di parlarvi di #ioleggoperché, un Grande Progetto di Promozione alla Lettura lanciato il 9 febbraio da AIE, l'Associazione Italiana Editori. Perché quello che segue in realtà sarà un pippone allucinante infarcito di considerazioni esistenziali mica da poco, e quindi niente, io come al solito ho messo le mani avanti, poi non dite che non vi avevo avvisato!
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Marco Zapparoli
mercoledì 4 febbraio 2015
10. William Trevor, Notizie dall'Irlanda
Mi rendo conto che all'inizio del Progetto, soprattutto, ho
spesso cambiato i titoli proposti da Fofi a seconda del mio estro del momento e
della disponibilità della biblioteca in cui lavoravo. Questo non vi sconvolge
più di tanto, vero, vero? Ad esempio, in questo caso, l’Illuminato Goffredo ci
proponeva, dello scrittore irlandese William Trevor, Leggendo Turgenev. All'inizio della suarecensione lo definiva però “Maestro del racconto”, e citava la sua raccolta Notizie dall'Irlanda. E allora, visto
che ero ormai lanciatissima su quel fronte e che in biblio la raccolta era
presente (su su in cima allo scaffale), ho inforcato la scala, sprezzante del
pericolo, mi ci sono arrampicata e ho afferrato il polveroso volume edito da
Guanda.
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